CIBI “PROTEICI”: MODA NUTRIZIONALE O REALE NECESSITÀ?

RIASSUNTO

Negli ultimi anni gli scaffali dei supermercati si sono riempiti di prodotti etichettati come “high protein” o “ricchi di proteine”: yogurt proteici, biscotti proteici, cereali proteici, barrette, budini e perfino gelati.

Il messaggio implicito è semplice: più proteine = più salute.
Ma è davvero così?

In realtà, per la maggior parte delle persone, molti di questi prodotti rappresentano più una strategia di marketing che una reale necessità nutrizionale.

Vediamo perché.

ARTICOLO

Il fabbisogno proteico è spesso già coperto con una dieta normale

Le proteine sono nutrienti fondamentali: contribuiscono alla costruzione e al mantenimento dei tessuti, alla produzione di enzimi, ormoni e al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Tuttavia, il fabbisogno proteico medio per un adulto sano è relativamente moderato. In generale si colloca intorno a 0,8–1 grammo di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Questo significa che una persona di 70 kg ha bisogno di circa 55–70 grammi di proteine al giorno, quantità che si raggiunge facilmente con una normale alimentazione.

Basti pensare che proteine sono presenti in molti alimenti comuni:

  • carne, pesce e uova

  • latte e derivati

  • legumi

  • cereali

  • frutta secca

Una dieta equilibrata che includa questi alimenti copre quasi sempre il fabbisogno proteico senza bisogno di prodotti “speciali”.

Il marketing della parola “proteico”

La parola “proteico” ha acquisito negli anni una forte connotazione positiva. Viene spesso associata a concetti come forma fisica, dimagrimento, costruzione muscolare e alimentazione sana.

Le aziende alimentari lo sanno bene. Per questo molti prodotti vengono riformulati o etichettati per mettere in evidenza la presenza di proteine, anche quando non rappresentano un reale vantaggio nutrizionale.

Un esempio tipico sono biscotti proteici o snack dolci “fitness”

Spesso questi prodotti rimangono comunque alimenti ultraprocessati, con ingredienti raffinati, dolcificanti o additivi. L’aggiunta di qualche grammo di proteine non li rende automaticamente più salutari.

Non tutti i prodotti proteici sono migliori delle versioni normali

In alcuni casi, la versione “proteica” di un alimento non è nutrizionalmente superiore alla versione tradizionale.

Può avere infatti calorie simili e/o più ingredienti industriali, oltre che un prezzo significativamente più alto. In altre parole, si paga di più per una percezione di salute, non necessariamente per un reale beneficio nutrizionale.

Ad esempio, uno yogurt naturale (bianco) abbinato a una manciata di frutta secca può offrire proteine, grassi buoni e micronutrienti, spesso con una qualità nutrizionale migliore rispetto a molti dessert proteici industriali.

Quando aumentare le proteine può avere senso

Questo non significa che le proteine non siano importanti o che tutti i prodotti proteici siano inutili. Ci sono situazioni in cui un maggiore apporto proteico può essere utile, ad esempio:

  • persone che praticano attività sportiva intensa

  • atleti che cercano di aumentare o preservare la massa muscolare

  • anziani, che possono avere un fabbisogno leggermente maggiore

  • alcune fasi di dimagrimento, per favorire la sazietà e preservare la massa magra

  • momenti particolari della vita come gravidanza, allattamento, o nel recupero post operatorio se sottoposti a intervento chirurgico.

Anche in questi casi, però, non è sempre necessario ricorrere sistematicamente a prodotti industriali “high protein”. Spesso può sufficiente organizzare meglio i pasti con alimenti naturalmente ricchi di proteine. Questo aspetto va ovviamente valutato da un professionista.

Le proteine non sono una scorciatoia per dimagrire

Un altro motivo della popolarità dei cibi proteici è la convinzione che facciano dimagrire automaticamente.

È vero che le proteine:

  • aumentano il senso di sazietà

  • richiedono un maggiore dispendio energetico per essere metabolizzate rispetto ad altri macronutrienti

Ma il peso corporeo, ancora una volta, dipende soprattutto dal bilancio energetico complessivo.

Mangiare biscotti o snack “proteici” non garantisce automaticamente un miglior controllo del peso, soprattutto se si inseriscono in aggiunta alla dieta abituale.

La qualità della dieta conta più dell’etichetta

Concentrarsi esclusivamente sulla quantità di proteine può far perdere di vista un punto fondamentale: la qualità complessiva della dieta.

Un’alimentazione equilibrata dovrebbe includere cereali (preferibilmente integrali), legumi, frutta e verdura, fonti proteiche di qualità, grassi sani.

All’interno di questo contesto, le proteine arrivano naturalmente nelle giuste quantità, senza bisogno di inseguire prodotti etichettati come “high protein”.

Possiamo dunque affermare che i prodotti proteici non sono necessariamente inutili, ma per la maggior parte delle persone non sono indispensabili.

Il loro successo deriva in gran parte da una strategia di marketing che sfrutta l’immagine positiva delle proteine nella cultura nutrizionale contemporanea.

Prima di scegliere un alimento perché “proteico”, vale la pena chiedersi una cosa semplice: ne abbiamo davvero bisogno, oppure stiamo semplicemente rispondendo a un messaggio pubblicitario?

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