IL BICCHIERE DI VINO ROSSO CHE “FA BENE”: UN MITO DURO A MORIRE

RIASSUNTO

  • L’alcol è classificato come cancerogeno di gruppo 1 per l’uomo. Questo non vuol dire che causa sicuramente il cancro, ma che sicuramente aumenta la probabilità di contrarre un tumore nel corso della vita

  • Non esiste una quantità di alcol che possa essere considerata benefica per la salute.

  • Il presunto effetto protettivo del vino rosso a pasto è stato assolutamente ridimensionato dalla ricerca più recente.

  • L’alcol è associato a un aumento del rischio di diversi tumori e di altre patologie croniche.

  • Fornisce 7 kcal per grammo, contribuisce all’apporto energetico giornaliero e può favorire un maggiore introito calorico.

  • Conoscere questi dati è importante: le scelte individuali restano personali, ma dovrebbero basarsi su informazioni corrette.

ARTICOLO

Il mito del “bicchiere di vino rosso che fa bene”

Per molti anni si è diffusa l’idea che un consumo moderato di vino rosso, soprattutto durante i pasti, potesse avere effetti protettivi sulla salute cardiovascolare.

Questa ipotesi nasce principalmente da studi osservazionali che avevano rilevato una minore incidenza di malattie cardiovascolari in alcune popolazioni con consumo moderato di vino.

Tuttavia, studi più recenti hanno evidenziato che questi risultati erano influenzati da fattori di confondimento. Le persone che consumano alcol in modo moderato spesso presentano anche altre caratteristiche associate a una migliore salute, come:

  • maggiore livello socioeconomico

  • dieta complessivamente più equilibrata

  • maggiore attività fisica

  • minore prevalenza di fumo

Quando questi fattori vengono considerati, l’effetto protettivo attribuito all’alcol diventa irrilevante. Molti sostengono inoltre che il vino rosso possa avere effetti benefici per la presenza di composti come il resveratrolo e altri polifenoli (composti antiossidanti e protettivi), ma le quantità presenti nel vino sono modeste e gli stessi composti si trovano facilmente in molti alimenti vegetali privi di alcol; per questo, considerati gli effetti sicuramente dannosi dell’alcol sull’organismo umano, il consumo di vino (e in generale di alcolici) non può essere considerato salutare, anche se esempi aneddotici come “mio nonno l’ha sempre bevuto ed è vissuto a lungo” contribuiscono a mantenere vivo questo mito.

Di conseguenza, oggi il consenso scientifico è sempre più chiaro: l’alcol non può essere raccomandato come strategia per migliorare la salute.

L’alcol è un cancerogeno di gruppo 1

Uno degli aspetti più importanti riguarda il rapporto tra alcol e tumori.

  • L’International Agency for Research on Cancer (IARC) classifica l’alcol tra i cancerogeni di gruppo 1, ovvero sostanze per le quali esistono prove sufficienti di cancerogenicità nell’uomo. Questo non vuol dire che bere alcol causa sicuramente il cancro, ma che sicuramente aumenta la probabilità di contrarre un tumore nel corso della vita.

Il consumo di alcol è associato a un aumento del rischio di diversi tumori, tra cui:

  • tumore della mammella

  • tumori della cavità orale e della faringe

  • tumore dell’esofago

  • tumore del fegato

  • tumore del colon-retto

Il rischio aumenta ovviamente con l’aumentare del consumo, ma non esiste una soglia completamente priva di rischio.

Il ruolo delle calorie dell’alcol

Dal punto di vista nutrizionale, l’alcol rappresenta anche una fonte energetica.

Ogni grammo di alcol fornisce circa 7 kcal, un valore energetico intermedio tra carboidrati/proteine (4 kcal/g) e grassi (9 kcal/g).

Le bevande alcoliche possono quindi contribuire in modo significativo all’apporto calorico giornaliero:

  • un bicchiere di vino: circa 100–120 kcal

  • una birra media: circa 140–160 kcal

  • molti cocktail: oltre 150–200 kcal

A differenza di altri alimenti, tuttavia, le calorie derivanti dall’alcol non inducono una sensazione di sazietà proporzionata e tendono quindi ad aggiungersi all’apporto calorico totale della giornata.

Alcol e comportamento alimentare

Diversi studi hanno osservato che il consumo di alcol può influenzare anche il comportamento alimentare.

In particolare, l’assunzione di alcol è stata associata a:

  • maggiore appetito

  • aumento dell’introito calorico durante il pasto

  • maggiore probabilità di scegliere alimenti più ricchi di energia

Questo effetto è probabilmente legato sia a modificazioni dei segnali neuroendocrini che regolano fame e sazietà, sia a un effetto disinibente sul comportamento alimentare.

Nel lungo periodo, questi meccanismi possono contribuire all’aumento di peso e al peggioramento del profilo metabolico.

Il vino rosso e gli antiossidanti

Il vino rosso contiene alcune molecole bioattive, tra cui polifenoli come il resveratrolo, che hanno mostrato proprietà antiossidanti in studi sperimentali.

Tuttavia, la quantità di questi composti presente nel vino è relativamente modesta e gli stessi polifenoli sono facilmente ottenibili attraverso alimenti privi di alcol, come:

  • frutta

  • frutti di bosco

  • uva

  • cacao

  • verdura

Per questo motivo, il consumo di vino non rappresenta una strategia nutrizionale necessaria per assumere antiossidanti.

Informazione corretta e scelte consapevoli

Alla luce delle evidenze scientifiche attuali, il messaggio è relativamente semplice:

  • l’alcol è una sostanza cancerogena

  • non esistono quantità dimostrate come benefiche per la salute

  • il consumo contribuisce all’apporto calorico e può influenzare il comportamento alimentare.

Questo non significa che il consumo occasionale debba essere necessariamente demonizzato. Tuttavia, è importante che le scelte individuali siano basate su informazioni scientifiche accurate, e non su miti diffusi nel tempo.

In altre parole, bere alcol può essere una scelta sociale o culturale, ma non dovrebbe essere considerato un comportamento salutare.

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